Quando una campagna funziona, la tentazione è raccontare solo il numero finale. Noi preferiamo aprire il cofano. Questi sono i numeri della campagna di lead generation costruita per Loto Piscine, rivenditore ufficiale Piscine Laghetto in provincia di Avellino: un mercato locale, due prodotti diversi, un obiettivo solo — richieste qualificate.
Il funnel, passaggio per passaggio
- 2.388 euro di investimento. Tutto parte da qui: budget contenuto, targeting geolocalizzato e creatività separate per i due segmenti — piscine interrate su misura da un lato, fuori terra di design dall’altro.
- 6.409 click sul link. CTR medio 1,35%. Qui si misura una cosa sola: se creatività e promessa fermano il pollice delle persone giuste. Le impression complessive, stimate a partire dal CTR, sono nell’ordine delle 475.000.
- 277 lead. Il 4,3% di chi è arrivato in pagina ha lasciato i propri dati. È il voto alla landing: chiarezza dell’offerta, prova sociale, percorso verso l’azione.
Tradotto in una riga: un contatto qualificato ogni 8,62 euro di spesa.

Cosa controlla ogni numero
La parte utile non sono i numeri: è sapere quale leva muove ciascuno. Le impression le governa il media buying. Il CTR lo governa la creatività. La conversione in pagina la governano il contenuto della landing e la tecnica: velocità, coerenza tra annuncio e pagina, un form che chiede il minimo indispensabile.
Quando un funnel non rende, il problema sta quasi sempre in uno di questi punti, non in tutti. Ottimizzare senza sapere quale è il modo più rapido per bruciare budget.
Dove muoiono i funnel locali
Tre errori che vediamo spesso nelle campagne locali:
- Click comprati sul pubblico sbagliato. Un CTR alto su un pubblico generico produce traffico, non clienti. Nel caso Loto, il targeting geolocalizzato e separato per segmento è stato il fondamento di tutto il resto.
- Landing generica o lenta. Mandare traffico pagato alla homepage è il modo più elegante di sprecarlo. Ogni segmento ha avuto la sua pagina, con un solo percorso verso il contatto.
- Form che chiedono troppo. Ogni campo in più è una tassa sulla conversione. Chiedi il minimo per qualificare, il resto lo chiedi a voce.
La parte onesta
Il funnel è un impianto, non un fuoco d’artificio: le landing continuano a convertire per tutta la stagione, sostenute dal piano organico che lavora su fiducia e riconoscibilità. E una nota di metodo: i dati sono aggregati sull’intero periodo di campagna, le impression sono una stima ricavata dal CTR medio e alcuni valori sono arrotondati. Se un report ti mostra solo il numero finale, chiedi sempre di vedere i passaggi in mezzo.
Il caso completo, con landing, contenuti e creatività, è su Loto Piscine. Il metodo è quello della nostra area Growth & Performance: obiettivi prima di tutto, KPI condivisi dall’inizio, report leggibili anche da chi non fa marketing di mestiere.